20 marzo – Sacra Novena per l’Annunciazione di Maria Vergine (5° giorno)

«A queste parole ella rimase turbata e si domandava che cosa significasse un tale saluto» (Lc 1,29)
San Francesco Antonio Fasani, Sacra Novena per l’Annunciazione di Maria Vergine
(Stefano Colelli, 20-03-2025)
20 marzo (5° giorno) – Maria: Madre del buon consiglio
Prendendo in considerazione il turbamento di Maria (Lc 1,29), il padre Maestro intravede in Lei turbata con «ordinatissima commozione» la sua perplessità e momentanea incapacità di far coesistere la maternità implicita nel saluto «benedetta tu fra le donne» con «il suo ammirabile pudore» (1); e in Lei che riflette ravvisa la «vergine prudentissima», che «chiama a consiglio i suoi pensieri, per esaminare la novità del saluto» prima di rispondere all’angelo (2); e in Lei che persiste e cresce nel timore scorge Maria che pensa «come colla sua purità verginale, già consacrata a Dio, poteva convenire di essere benedetta colla fecondità tra le donne» e domanda a Dio «ancora luce ed assistenza per governarsi in un negozio tanto arduo» (3) e nel complesso si dimostra «specchio di purità, vergine prudentissima e Madre del Buon Consiglio» (Supplica).
«Quae cum turbata est in sermone eius, et cogitabat qualis esset ista salutatio» (Lc 1,29)
1. Considera, o anima, come Maria sentendo da Gabriele d’esser “Benedetta fra le donne”, si turbo in questo suo parlare. Questo turbamento in essa non fu qualche moto di meno ordinata passione, no; ma fu ordinatissima commozione; giacché sentendo nominarsi di esser “Benedetta fra le donne”, questa benedizione suole pigliarsi nella Scrittura per fecondità di prole. E perché ella era Vergine, pudica ed umile al sommo, perciò si commosse per il suo ammirabile pudore e modestia virginale.
O Maria, specchio di pudicizia, facci tanta grazia che, a tuo esempio, siamo veri amanti della purità; e per custodirla, viviamo per l’avvenire non sciolti e liberi come prima; ma ben cautelati con la virtù della modestia, lontani da ogni pericolo di mai più perderla.
2. Considera, come Maria, sentendo si insolita e nuova salutazione di essere “Benedetta fra le donne”, non rispose subito all’Angelo; ma, da Vergine prudentissima, teneva una bilancia di rettitudine nelle sue labra, dove col peso di divina Sapienza pesava le sue parole, conforme al detto dello Spirito Santo: “Verba autem prudentium stathera pondera buntur” [Le labbra degli stolti raccontano sciocchezze, ma le parole dei prudenti sono pesate sulla bilancia] (Eccli 21,25 = Sir 21,25). E perciò, prima di parlare, chiamò a consiglio i suoi pensieri, per esaminare la novità del saluto: “Cogitabat qualis esset ista salutatio” [Si domandava che significato poteva avere quel saluto] (Lc 1,28).
O anima, imitiamo Maria nella prudenza del parlare; e non siamo più scorretti come prima con la lubricità della nostra lingua. Vedi che, non mettendo freno e sdrucciolando nelle parole, sortirà che tu faccia in presenza dei diavoli una mortale caduta senza riparo: “Attende ne forte labaris in lingua et cadas in cospectu inimicorum insidiantium tibi, et sit casus tuus insanabilis in mortem” [Sta’ attento a non scivolare a causa della lingua, per non cadere di fronte a chi ti insidia] (Eccli 28,30 = Sir 28,26)!
3. Considera, come Maria sentendosi chiamare la “Benedetta fra le donne”, entrò in un santo timore, non perché temeva, che quell’angelo non fosse Angelo di Dio, mentre di questo ne era ben certa; ma entrò in timore, pensando come, con la sua purità verginale già consacrata a Dio, poteva convenire di essere benedetta con la fecondità tra le donne: “Et cogitabat qualis esset ista salutatio” [[Si domandava che significato poteva avere quel saluto] (Lc 1,28). Onde, rivolto il suo cuore umile a Dio, gli domandò ancora luce ed assistenza, per governarsi in un negozio tanto arduo operando conforme dice lo Spirito Santo: “Et in his omnibus deprecare Altissimum, ut dirigat in veritate viam tuam” [Per tutte queste cose invoca l’Altissimo, perché guidi la tua via secondo verità] (Eccli 37,19 = Sir 37,15).
O anima, non c’è negozio più arduo, quanto il negozio della nostra eterna salute. E perciò bisogna prima raccomandarsi con umiltà a Dio, acciò ci assista con la sua grazia, ed avere una volontà ben consigliata per operare con rettitudine: “Cor boni consilii statue tecum” [Attieniti al consiglio del tuo cuore] (Eccli 37,17 = Sir 37,13). E perché non abbiamo la mente illuminata di Maria, facilmente possiamo ingannarci nella guida del nostro spirito. E perciò bisogna amare il buon consiglio come ottimo mezzo per la nostra salvezza: “Non est enim tibi aliud plus illo” [perché nessuno ti è più fedele] (Eccli 37,17 = Sir 37,13). Chi sarà per darci questo buon consiglio? Un buon direttore; un Padre spirituale di Dio. Egli ti consiglierà: “Anima sancti viri enunciat”[L’anima dell’uomo santo proclama]. E così eseguendo, andremo sicuri per la via dell’eterna salvazione.
(Canzoncina)
Maria ondeggia nel timore:
come può sortir feconda
s’ella è casta d’uomo, e monda?
Ma Dio salva il suo candore!
È di Lui sacrato Tempio,
norma al mondo, a noi d’esempio.
(Atti di fede)
Ave Maria …
Io credo in Dio infinita Verità, per quanto Egli alla S. Chiesa ha rivelato, e credo con quella fede, [con] che ha creduto Maria Vergine.
Ave Maria …
Io spero in Dio Padre d’infinite misericordie, di conseguire la vita eterna, e spero con quella speranza, [con] che ha sperato Maria Vergine.
Ave Maria …
Io amo Dio Bellezza e Bontà infinita, e l’amo con quell’amore, [con] che l’ha amato e l’ama Maria Vergine.
Ave Maria …
Io mi dolgo dei miei peccati, come offese di Dio maestà infinita, con quel dolore che dei peccati del mondo si dolse Maria Vergine.
Ave Maria …
lo odio ogni peccato, come male sovra ogni male, con quell’odio [con] che l’ha odiato Maria Vergine.
Ave Maria …
Io abomino e detesto ogni tentazione del nemico, conforme l’ha abominato e detestato Maria Vergine.
Ave Maria …
Io amo il mio prossimo, anche i miei nemici, implorandogli da Dio ogni bene, con quell’amore [con] che l’ha amato Maria Vergine.
Ave Maria …
Io abbraccio ogni patire, conformandomi tutto alla volontà di Dio, conforme si conformava Maria Vergine.
Ave Maria …
Io dedico tutti i miei pensieri, voleri e non voleri, sensi interni ed esterni, parole ed opere; e di tutta la vita mia ne fo’ un perenne sacrificio a Dio: come si sacrificò Maria Vergine.
Ave Maria …
(Supplica)
O Maria, specchio di purità, Vergine prudentissima e Madre del buon consiglio! A te ricorriamo come speranza d’ogni virtù e per avere la purità dell’interno e la modestia dell’esterno, prudenza nel parlare ed esser ben consigliati con eseguire con rettitudine quanto ci viene da Dio con la sua provvidenza ordinato. Maria, “in manibus tuis sunt sortes nostrae. Miserere, et exaudi quia tu es refugium omnium peccatorum [il nostro destino è nelle tue mani. Abbi pietà e ascolta, perché tu sei il rifugio di tutti i peccatori] (cf. Sl 30,15). Amen.
Immagine: Maria Vergine, particolare dell’Annunciazione a Maria Vergine all’interno della nicchia con bifora (inizio XV sec.), seconda parete destra dell’abside poligonale (5/10) – Chiesa “San Francesco” (XIV sec) – LUCERA (FG)
BIBLIOGRAFIA
SAN FRANCESCO ANTONIO FASANI, Le 7 Novene Mariane, Francesco Costa (a cura di ), con studi di Pietro Damiano Fehlner e Francesco Uricchio, Padova, Edizione Messaggero, 1986, 320 p.